Ciliegio - Cerexia Barracocca di Villacidro
La coltivazione del ciliegio in Sardegna ha una tradizione plurisecolare. Già Andrea Manca dell’Arca nel 1780 enumera diverse cultivar locali, testimoniando la discreta diffusione della coltura, prevalentemente nei vigneti locali o in piccoli appezzamenti. I numerosi attuali toponimi derivati dal latino cerasus o da cariasa testimoniano la presenza della pianta da lungo tempo sull’Isola. Il toponimo Cariasa e varianti ricorre ad esempio nei Comuni di Banari, Santulussurgiu, Scano; Cossoine, Cerexi, Cerexia compare a Villacidro, Seulo, Villanovatulo, Isili.
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Regno: Vegetale
Famiglia: Rosaceae
Genere: Prunus
Specie: Prunus Avium L.
Area di origine: Areali cerasicoli della Sardegna
Rischio di estinzione e/o erosione genetica: Si
Agricoltori custodi: Concas Margherita Angela | Mandis Maria Antonietta | Collu Sara ... Vedi tutti
Nell’Ottocento nel Dizionario di Vittorio Angius e Goffredo Casalis non mancano i riferimenti agli alberi di ciliegie, quantitativamente meno diffusi di peri e meli, che sicuramente soddisfacevano il fabbisogno degli abitanti e consentivano un piccolo smercio del surplus. Le ciliegie sarde vengono citate nella prima Guida Gastronomica d’Italia del Touring Club (1931) come una delle produzioni di punta dell’Isola ma senza citare località (1931: 481). Il prodotto viene coltivato secondo tradizione e consumato prevalentemente fresco, solo per il consumo umano. Il gusto tipicamente dolce e acidulo della ciliegia lo rende diverso da qualsiasi altro prodotto della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e perciò gradito ai cultori della tradizione e dei prodotti identitari sardi.
Anche secondo l’agenzia LAORE Sardegna «La coltivazione del ciliegio in Sardegna è tipica degli ambienti collinari dove tutt’ora è ancora possibile ritrovare diverse specificità locali. Gli areali più importanti sono quelli di Villacidro, Burcei, Bonnanaro, Bonarcado, Aritzo, Tempio e Lanusei. In gran parte di questi comuni ogni anno si celebra la sagra delle ciliegie» (2020: 105).
Link e documenti correlati
Vigore dell'albero molto forte con portamento semi-eretto e lunghezza degli internodi normale. Epoca di fioritura molto precoce, autoincompatibile pertanto richiede altre varietà impollinanti. I fiori di diametro medio hanno petali di forma obovata media e sepali uniti. Foglie con peduncolo lungo. L'epoca della maturazione è media con frutti di media dimensione, di forma cordata, concavi all'estremità e peduncolo lungo. Il colore dei frutti è rosso mattone con poche lenticelle e dala polpa dolce soda e aranciata.








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