
Vitigno Granatza
Vernaccia, Vernaccina, Vernaccia di Orosei, Vernaccia di bidri
Vitigno di uva da vino diffuso in tutta l’isola ed inspiegabilmente sconosciuto e disconosciuto. Infatti è stato spesso scambiato per Vernaccia di Oristano, dal quale si differenzia sia per la morfologia che per le caratteristiche genetiche, e con la quale ha in comune il tradizionale uso per ottenere vini da dessert. Vitigno diffuso e presente nei vecchi vigneti dell’isola, è caratterizzato da produttività costante e caratteristiche qualitative piuttosto interessanti, come l’acidità delle uve piuttosto elevata.
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Regno: Vegetale
Famiglia: Vitaceae
Genere: Vitis
Specie: Vitis vinifera
Area di origine: Areali viticoli della Sardegna
Rischio di estinzione e/o erosione genetica: Si
Agricoltori custodi: Az. Agricola Antonio Mele | Brodu Massimo | ORTHOBENESSERE ODV ... Vedi tutti
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Vitigno di uva da vino diffuso in tutta l’isola ed inspiegabilmente sconosciuto e disconosciuto. Infatti è stato spesso scambiato per Vernaccia di Oristano, dal quale si differenzia sia per la morfologia che per le caratteristiche genetiche, e con la quale ha in comune il tradizionale uso per ottenere vini da dessert. Vitigno diffuso e presente nei vecchi vigneti dell’isola, è caratterizzato da produttività costante e caratteristiche qualitative piuttosto interessanti, come l’acidità delle uve piuttosto elevata. Le citazioni nelle fonti regionali risentono probabilmente della confusione con la Vernaccia di Oristano. Il Manca dell’Arca cita un’uva Granazza. Non è certamente la Vernaccia citata dal Moris (che presenta la pagina inferiore della foglia con peli striscianti, diversamente dal Granatza). Probabilmente è Granatza la vernaccia che viene servita ad Oliena al gesuita padre Bresciani a metà ottocento. Informazioni più dettagliate, anche di tipo enologico, vengono fornite dal Cettolini a fine secolo su vini Vernaccia ottenuti a Nuoro (Vernaccia trighina) e Lanusei (Vernaccina), presumibilmente riconducibili entrambi al Granatza e non alla Vernaccia di Oristano. Esperienze sul Vernaccino sono riportatte anche dal regio Vivaio di Viti Americane di Macomer nei primissimi anni del XX secolo.
Vitigno autoctono singolare la Granatza appare sinora totalmente unica. Il dendrogramma mostra una forte correlazione con il Cannonau dorato che infatti, in base alle nostre analisi, deriva dall’incrocio tra la Granatza ed il Cannonau.
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Caratteristiche ampelografiche
La Granatza è un vitigno a bacca bianca diffuso in tutta la Sardegna, inspiegabilmente poco conosciuto e spesso confuso con la Vernaccia di Oristano, da cui si differenzia sia per morfologia sia per genetica, pur condividendone l'uso tradizionale per vini da dessert. Nota in bibliografia come Vernaccia, Vernaccina, Vernaccia di Orosei o Vernaccia di S. Rosalia, è presente nei vecchi vigneti dell'isola, con produttività costante e uve dall'acidità piuttosto elevata; le citazioni storiche (Manca dell'Arca, Moris, Cettolini) risentono spesso di confusione con la Vernaccia di Oristano. Geneticamente è un vitigno autoctono del tutto singolare, privo di corrispondenze italiane o estere, ed è risultato genitore del Cannonau Dorato, nato dal suo incrocio con il Cannonau.
Il germogliamento avviene fra fine marzo e inizio aprile e la fioritura nella terza decade di maggio, come nel Vermentino; l'invaiatura segue 7-10 giorni dopo, mentre la maturazione arriva nella prima decade di ottobre, circa 30 giorni dopo il Vermentino. La produzione media è di 3,2 kg/ceppo; il mosto ha un'acidità notevole (6,0 g/l), 22,6 °Brix, pH 3,4 e un elevato contenuto in polifenoli (1160,5 mg/l). Il vino, prodotto tra 2013 e 2015, ha 13,6° alcolici, acidità di 6,1 g/l, colore giallo dorato o paglierino, note floreali (acacia), fruttate (limone, drupe, frutta esotica) e caramellizzate; risulta sapido, acido, abbastanza strutturato e persistente, con scarsi composti terpenici ma buona dotazione fermentativa.
Caratteri morfologici principali
Germoglio giovane ad apice aperto, con peli striscianti di densità bassa o media. Foglia giovane gialla, con peli striscianti medio-elevati sulla pagina inferiore. Germoglio semieretto, interamente verde, viticci corti o medi (15-20 cm). Fiore ermafrodita autofertile, con 1-2 infiorescenze per germoglio. Foglia adulta media, talvolta piccola, pentagonale o cuneiforme, quinquelobata, verde media, priva di pigmentazione antocianica, profilo involuto, denti rettilinei grandi e lunghi, seno peziolare a V aperto; dimensioni medie 161×152 mm. Tralcio brunastro, talvolta giallo, a sezione circolare striata. Grappolo di taglia bassa (220 g), di media compattezza, conico, con 1-2 o talvolta 3-4 ali. Acino molto piccolo (1,6 g), sferoidale, buccia verde-gialla, molto succoso, di facilissimo distacco dal pedicello.



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