
Fagiolo bianco di Fluminimaggiore
Fasobeddu, Fasou biancu
Su Fasou biancu (fagiolo Bianco di Fluminimaggiore) è un fagiolo rampicante coltivato tradizionalmente nell’areale di Fluminimaggiore, spesso in consociazione con il mais che veniva utilizzato come tutore.
Scheda della risorsa PDF
Regno: Vegetale
Famiglia: Fabaceae
Genere: Phaseolus
Specie: Phaseolus vulgaris L. Subsp. vulgaris
Area di origine: Fluminimaggiore
Rischio di estinzione e/o erosione genetica: Si
Agricoltori custodi: Az. Agr. Majori di Annalisa Congia | Liscia Martino
Si ritiene che i fagioli (genere Phaseolus) siano coltivati in Sardegna sin dal XVI secolo, portati da soldati, commercianti o missionari spagnoli, con cui la Sardegna aveva rapporto diretto, essendo sotto la Corona Spagnola sin dal Medioevo. In particolare i fagioli bianchi sono citati già a partire dal 1780 da Andrea Manca dell’Arca e nell’Ottocento numerosi fonti testimoniano come i fagioli bianchi fossero i preferiti dai sardi e dunque coltivati estesamente in molte località dell’Isola. Nell’ottocento Gelasio Floris, nel suo Componimento topografico, cita i fagioli bianchi: «I fagioli bianchissimi, che a guisa di grano comune depositano i sardi campagnoli in quelle terre fecondissime e che non soffrono l’introduzione di acqua alcuna per farli maturare…». Giovanni Sulis nel 1837, per la Reale Società Agraria ed Economica di Cagliari, descrive la distinta preferenza per i fagioli bianchi: «Si applica di preferenza alla seminagione del bianco candido, molto ricercato in commercio, e del livido per la propria consumazione, risultando questo più gradito al gusto dei nostri contadini». Fluminimaggiore ha un territorio vocato alla coltivazione di orti, grazie alle favorevoli condizioni pedo-climatiche. La presenza di mulini a ruota orizzontale testimoniano della buona disponibilità idrica della valle. Il rio Mannu assicura la presenza di acqua per irrigare i campi e gli orti e il microclima temperato ha consentito nei secoli anche lo sviluppo della coltivazione del mais, a cui il fagiolo veniva consociato negli orti, fungendo comodamente da tutore per le piantine di fagiolo rampicante. Nel Dizionario di Vittorio Angius, edito tra il 1833 e il 1856, troviamo il distinto riferimento ai fagioli bianchi per Fluminimaggiore, oltre che un cenno anche a quelli neri.
Link e documenti correlati
Pianta nana rampicante con portamento a cespuglio, piramidale, inizia tardivamente l’avvolgimento che avviene lentamente sino a un’altezza inferiore a 150 cm. Le foglie sono chiare con la fogliolina terminale di forma quadrangolare. I fiori sono a stendardo ed ali bianche. L’epoca di fioritura è tardiva (44 gg). I baccelli, corti (7-9 cm) e stretti (9 mm), si presentano in sezione trasversale a livello del seme di forma da ellittica o ovale, a tessitura della superficie liscia, a curvatura lieve o assente e dotati di becco. Il colore di fondo è giallo, con colorazione secondaria assente; è presente il filo di sutura ventrale. A maturità sono indeiscenti, contengono di norma 4-5 semi ovali, sono privi di strozzature o con strozzature molto lievi tra i loculi e si presentano rugosi. Il seme maturo, stretto (6 mm) e corto (9 mm) si caratterizza per essere molto piccolo (14-16 gr/100 semi), di forma da tondeggiante a ellittica, completamente bianco (assenza di colorazione secondaria). Il ciclo di sviluppo, dalla semina alla maturazione cerosa è tardivo (85gg). Non viene evidenziata resistenza alle principali fitopatie. Il numero legumi per pianta è di 50-107; il numero di semi per legume: 4-5; il peso di 100 semi secchi è molto basso (14-16 g); l’attitudine al consumo: granella secca; la distribuzione della produzione: uniforme



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